RIVIVI OSIMANA – ANCONITANA: CHECCO ANTINORI

LE INTERVISTE DI CARLO NARDI

SAN FRANCESCO DA CIVITANOVA ED I MIRACOLI DELL’ASSEGNO E DELLA DAMIGIANA (PIENA)

Francesco Antinori, detto Checco, nato a Civitanova Marche nel ’53, era il ‘Profeta’ del centrocampo giallorosso. Militò ad Osimo dal ’74 per 7 lunghi anni, dalla Promozione alla C2. Cominciò come esterno di mediana sia con Neri che con Luzi. Poi finì in mezzo al campo a fare il metronomo delle azioni giallorosse. Talmente tanta è la sua passione per il calcio che lo becco mentre allena i ragazzini a Santa Maria Apparente. E’ felice di sentirmi ed emozionato quando conosce il motivo della chiamata. Attacca a parlare senza neanche bisogno di fargli domande.

“Il primo ricordo che ho non riguarda strettamente il Derby, ma il Dorico e si riferisce allo spareggio vinto per l’accesso alla Serie D”

E dei duelli con l’Anconitana che mi dici?

Grandi duelli con Di Chiara sempre corretti e mai sopra le righe. Nonostante Ceppi e Petrini.

Eccone un altro. Ma che combinavano quei due ?

Ceppi era un energumeno; Petrini con la sua faccia d’angelo era peggio. Ha ragione Giorgio quando dice che poi a farne le spese, specie in trasferta, eravamo noi in mezzo al campo, tanto loro, là dietro si salvavano sempre.

Come finisti ad Osimo, tu di Civitanova, che in quei tempi non era proprio dietro l’angolo?

Fu un miracolo ed ancora oggi benedico quel sabato mattina del 1973. Avevo venti anni e giocavo in promozione nella ‘Cherubini’ di Civitanova. Eravamo a casa ed all’improvviso, spuntato dal nulla, si ferma un macchinone dal quale esce un signore dal fisico imponente, elegante e dall’aspetto rassicurante. “Sono Silvano Principi, Presidente dell’Osimana – dice sicuro, ed allungando una mano, mise sul tavolo un assegno – Questo è un assegno da 500 mila lire e tu da domani giochi per noi!” Ci guardammo tutti sorpresi ma soddisfatti perché l’Osimana era uno squadrone. Ringrazio ancora oggi Principi per quel sabato mattina che mi introdusse nel calcio professionistico. Osimo ce l’ho nel cuore e quello che ho vissuto con i colori giallorossi non lo scorderò mai.

Ricordi qualche aneddoto particolare?

Quando arrivava la settimana del derby c’era parecchia fibrillazione. Ricordo che per noi ragazzi, nonostante la concentrazione, c’erano sempre opportunità di svago difficili da scansare. E allora con ‘Zazzera’ ed il Gatto e la Volpe (Taffo e Petroselli), riconosciuti capi-tifoseria, si andava a far merenda in campagna, dopo l’allenamento. Una volta andammo da un contadino verso Campocavallo. Ci promise una damigiana di vino come premio partita se avessimo vinto il derby. Accettai, anche se sono astemio, ma qualcuno intorno non lo era! Il miracolo avvenne quando salendo in macchina per rientrare, trovai la damigiana già sul portabagagli, all’insaputa del povero contadino. Miracoli del tifo che ancora oggi non riesco a spiegarmi, o forse si, ripensando alla pazzia di quei soggetti. Comunque poi saldammo il conto perché vincemmo il derby e quindi tutti furono contenti.

Il calcio in quei tempi era anche questo: una damigiana che sparisce e riappare improvvisamente da un’altra parte! Grazie anche a te ‘Checco’ per questi ricordi e per la tua militanza. Va a finire che, se sabato si vince, per una volta, un brindisi magati te lo fai anche tu!

 

Carlo Nardi