RIVIVI OSIMANA – ANCONITANA: CLAUDIO CEPPI

LE INTERVISTE DI CARLO NARDI

MAMMA, MAMMA LO SAI CHI C’E’? E’ ARRIVATO IL “MESSICANO”!

Domanda da intenditore di calcio: affidereste una maglia della vostra già arcigna difesa ad un tipo poco raccomandabile (in campo), con l’espressione sempre sull’incazzato, con due baffi ricurvi che gli fecero meritare il nomignolo di ‘Messicano’ e che per giunta di cognome fa Ceppi?

Risposta secca: io sì e per fortuna lo fece anche Gegè Di Giacomo nei tre anni di militanza giallorossa del Nostro.

Claudio Ceppi, nato a Moie nel 1950, metteva letteralmente soggezione ed al telefono mi dice che il suo mitico baffo ce l’ha ancora anche se mescolato a fluente barba, concessione di un’età più avanzata quando finalmente allenti la presa sull’avversario di turno. “Nomen omen” dicevano i latini per dire cha mai cognome (ed in questo caso anche nome) furono più azzeccati. Infatti uno che di nome fa Claudio ha reso claudicanti diversi attaccanti avversari; se poi di cognome fa Ceppi, be’ non si può negare che anche quelli li abbia fatti assaggiare ai suoi diretti avversari, almeno per i novanta di gioco. Perché in quegli anni ho visto  cose al Diana che voi osimani del calcio in streaming non dovreste neanche immaginare. Si perché entrare nella ‘Fort Knox’ Della difesa giallorossa con Petrini ‘faccia d’angelo’ e cosce da body-builder su una fascia e Ceppi ‘il Messicano’ sull’altra, con in mezzo ‘Jack’ Torresi che… ‘che te lo dico a fare’ era come entrare in una macelleria messicana senza sapere ( o forse sì) se e come ne saresti uscito! E lui ‘il Messicano’ da uomo vero e terzino mandato al Diana in missione da Dio, non lo rinnega, anzi.

Claudio ma eri davvero così cattivo?

De più! – risponde con inflessione dialettale e fragorosa risata da saloon – Per me il calcio era la vita e lo sentivo talmente il derby che neanche potete immaginare. Era una questione d’onore, per i tifosi e per la Società, per la Città.

Dice il tuo ex collega ed amico ‘Pedro’ che stavi male prima del derby.

E dice la verità. Prendiamo ad esempio uno dei ricordi più vividi che riguardano questa incredibile partita. L’anno che perdemmo a Francavilla, all’andata pareggiammo al Dorico con goal di Catroppa e Rossi. Ricordo che Di Giacomo annunciò la formazione alle 13,30, ma non disse chi avrebbe giocato con il ‘3’ , questo perché sapeva che avevo la tensione a mille ed infatti appena sciolse il dubbio ebbi una crisi di stomaco con violenti attacchi di vomito, anche se non avevo mangiato nulla. La vigilia la vivevo così. Poi in campo tutto passava e non c’era tempo per star male.

Consentimi: con te alle calcagna, semmai a star male erano gli avversari.

Anche questo in parte è vero. Ricordo che in quell’occasione sugli spalti del Dorico erano assiepate 16.000 persone, ve lo immaginate? Feci un fallaccio su Catroppa che rimase fuori sei mesi. Quindicimila persone mi gridavano “Ceppi assassino” e più me lo gridavano, più io mi caricavo e mi esaltavo. Giornata indimenticabile e prestazione notevole”.

Ci sarà stato qualcuno che ti ha fatto impazzire.

Certo. Tra gli attaccanti dell’Ancona ricordo Lovison, velocissimo, agile, sveglio e veramente forte.

Per chiudere, che ti auguri per questo derby ritrovato?

Ho lasciato il cuore al Diana quindi per sempre Forza Osimana anche se non sarà facile contro una squadra forte come l’Anconitana!

Grande ‘Messicano’ , guerriero indomito, per sempre bandiera Giallorossa!

 

Carlo Nardi