RIVIVI OSIMANA – ANCONITANA: RAOUL MANNINO

LE INTERVISTE DI CARLO NARDI

Raul Mannino ed una monetina da 50 lire tirata due volte!

Nella galleria dei ricordi del “Classico” Osimana – Anconitana, si stagliano indelebili i ritratti di tanti protagonisti di parte giallorossa che non possiamo dimenticare ed ai quali abbiamo chiesto aneddoti degli accesissimi derby giocati in passato.

Si comincia con Raul Mannino, osimano DOC, classe 1950, centrocampista dai piedi buoni che giocava a  ‘testa alta’, come si usa dire; ispiratore di tutte le manovre d’attacco che partivano spesso dalle sue intuizioni. Partito dalle giovanili giallorosse, approdò alla Primavera della Juventus per poi ritornare all’Osimana nelle stagioni più belle, quelle che dalla Promozione portarono alla serie C (allora C2). E nella breve chiacchierata scopriamo un particolare che pochi conoscono. Un piccolo scoop che Mannino ci riserva in relazione alla famosa monetina della spareggio di Macerata che solo gli addetti ai lavori sanno.

Senza tanti giri Raul, parlaci del tuo ricordo più importante in merito alle tante sfide contro l’Anconitana o comunque di un aneddoto sconosciuto ai più.

Le due cose si accavallano perché il ricordo e l’aneddoto riguardano lo stesso evento: lo spareggio di Macerata. Dopo una partita equilibrata e molto tirata e supplementari altrettanto tesi, arrivammo al sorteggio finale. Nell’occasione subentrai come capitano ad Antinori, se non ricordo male, che fu sostituito per infortunio.

E dicci allora una volta per tutte come andò quel sorteggio.

C’eravamo io, Galli, Capitano dell’Ancona, e la terna arbitrale, più i dirigenti accalcati sulla porta del piccolo spogliatoio. La vicenda si svolse con un doppio lancio di una moneta da 50 lire.

Come un doppio lancio, qualcosa andò storto?

No, il primo fu fatto per stabilire chi avesse la facoltà di scegliere la ‘faccia’ preferita per il lancio finale, quello che avrebbe poi deciso le sorti dello spareggio.

Una vera e propria “roulette russa” insomma!

Effettivamente la tensione si tagliava con il coltello. Io di fatto non feci nulla perché toccò a Galli fare la prima scelta. Optò per ‘Testa’ e ‘Testa’ uscì. Arrivati al lancio decisivo, Galli scelse ancora ‘Testa’, ma uscì ‘Croce’ e scappammo fuori a festeggiare quasi senza neanche aspettare che la monetina si fermasse.”

 

Incedibili scherzi del destino: quel giorno una ‘Testa’ cadde benevola sui destini dei ‘Senza Testa’ e fu una ‘Croce’ per i nostri avversari.

Carlo Nardi